Corso di fotografia

Associazione Fotografica Obiettivi organizza un Corso di Fotografia Base per principianti, lezioni e laboratori per imparare la tecnica fotografica e i concetti che stanno alla base dell’arte fotografica.

Per tutti coloro che sono alle prime armi o che vogliano approfondire argomenti correlati alla fotografia, il corso riguarda la composizione delle macchine fotografiche, fotografia analogica, propedeutica alla conoscenza delle tecniche, fotografica digitale, studio della luce, tecniche di esposizione, corretto uso degli obiettivi e dei flash, ritratti e still-life, fino a sfociare nel mondo della fotografia creativa.

Il corso si compone di Venti ore, comprensive di teoria e lezioni pratiche in studio attrezzato con set allestito.

Il corso di fotografia è tenuto dal Prof. Maurizio Madaro, docente di fotografia presso Istituti Professionali del Salento e regista di numerosi spot pubblicitari.

Per info e iscrizioni info@associazioneobiettivi.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Tel. 334 2019166

Racconti di Luce

“Inclusione sociale: la forza del futuro. Promuoviamola” : Mostra “Racconti di luce” – Atrio del Municipio Casarano – dal 9 al 16 marzo.

Una Mostra fotografica, una Tavola rotonda, una Parata spettacolare: sono i tre momenti intorno  a cui ruota “Inclusione sociale: la forza del futuro. Promuoviamola”, manifestazione promossa dal Comune di Casarano e dal Pit9, interamente dedicata all’inclusione sociale e al suo ruolo nei progetti di sviluppo territoriale.

Se l’appuntamento di sabato 14 marzo, a partire dalle 10, nell’Auditorium Comunale, intende promuovere e rafforzare la riflessione tra quanti agiscono e operano concretamente nel sociale per comprendere come proseguire il lavoro fin qui svolto e arricchirlo con nuovi spunti e indicazioni, la Mostra fotografica, allestita nell’Atrio del Comune, racconta la Festa  “Racconti di luce” svoltasi il 18 ottobre scorso, per presentare il progetto Pit9 “Senza Scarti”.

Progetto espressamente rivolto a contrastare il disagio sociale con una serie di azioni rivolte a minori ed adulti in forte condizioni di marginalità, e che ha visto l’attivazione di ben 161 tirocini rivolti ad adulti in evidente condizioni di svantaggio e a minori o neo maggiorenni in situazione di precarietà e difficoltà.

Foto Ricordo

“Ci vuole un gran fisico per correre dietro ai sogni” scriveva Stefano Benni.

Noi di Obiettivi, ci stiamo allenando insieme per riuscirci e forse già questa è da considerarsi una vittoria. Obiettivi è una scommessa nata una sera di giugno qualunque dai discorsi di due amici (eletti poi alle cariche di presidente e vice presidente) da un’ambizione pur senza grosse pretese, dalla voglia di concedersi una possibilità e di inseguire il sogno della fotografia da semplici amatori, quali siamo, dandogli però la concretezza di una veste istituzionale quella, appunto, di una Associazione Fotografica.

In questa nuova forma stiamo crescendo, stiamo cominciando a lavorare tutti insieme, a mettere a disposizione degli altri l’esperienza e le competenze dei singoli, e, quando questo non è sufficiente, a imparare dalla nostra stessa inesperienza. Rubando scampoli di tempo e di attenzione alle ore di lavoro o alle attività quotidiane, da quella sera di giugno ad oggi, abbiamo continuato a correre, cercando di non perdere terreno, di migliorare la nostra resistenza, arrivando anche a conquistare piccoli traguardi.

Dopo solo un mese dalla nascita di ‘Obiettivi’ abbiamo inaugurato la prima mostra a San Cassiano; ad Agosto poi è arrivata la pubblicazione di alcune foto su ‘Il Tacco d’Italia’; in autunno ci siamo diretti ‘ A Sud-Est’ in viaggio sulle ferrovie più famose del Meridione d’Italia; esposto ad ottobre presso lo Spazio Sociale ‘Zei’ di Lecce la mostra dal titolo ‘A Sud Est: visioni letterarie del Salento’; hanno parlato di noi sul numero di gennaio 2009 del mensile ‘Qui Salento’; alcune delle nostre foto compaiono sulla pubblicazione realizzata dal’Apt di Lecce per promuovere le strutture ricettive della zona; abbiamo inaugurato pochi giorni fa la mostra “ Momenti espressi Espressi impressi” che resterà in esposizione fino al 27 Marzo presso il Caffè Letterario di Lecce con scatti che ci siamo divertiti a pensare e realizzare appositamente; una mostra a Casarano dal 9 al 16 Marzo nell’ambito dell’inizativa ‘Inclusione sociale: la forza del futuro. Promuoviamola’ ; e in ultimo ma non per importanza, a partire dal 10 Marzo saremo presenti, con la mostra ‘Diamanti’, tra le tante iniziative che si tengono nell’ambito della rassegna Itinerario Rosa 2009, presso la Sala Bastione del castello Carlo V di Lecce.

Insieme, in una serata salentina di giugno come tante, abbiamo cominciato un percorso che continua ancora. E non è importante quanto lontana, esotica o ambita sia la meta verso cui siamo diretti, ciò che conta per noi tutti, è questa esperienza di viaggio, un viaggio avventuroso attraverso la fotografia. E quando, un giorno ci guarderemo indietro per ricordare, troveremo una lunga galleria di scatti a custodire fedelmente, nelle nostre memorie, e non solo quelle digitali, i tanti luoghi, i tanti momenti ed i nostri tanti sorrisi.

Anna Simona Margarito

Diamanti. Le donne e le mille facce di una forza che abbaglia

“Diamanti. Le donne e le mille facce di una forza che abbaglia” : una collettiva fotografica al femminile, dal 10 al 19 Marzo 2009, presso la Sala Bastione del Castello Carlo V, (Viale Guglielmo Marconi, nei pressi della Fontana dell’Armonia), che ha scelto come variazione ‘ la donna ’, nell’ambito del calendario di Itinerario Rosa 2009, rassegna organizzata da Città di Lecce.

Le opere esposte rivolgono uno sguardo laterale e intimo al mondo delle donne, un universo caratterizzato da molteplici suggestioni, da momenti di vita divisi tra la famiglia, il lavoro, i ruoli sociali. Storie comuni e semplici di donne che diventano speciali nella normalità e nella loro quotidianità, semplicemente nel loro essere “Donne”.

Momenti Espressi – Espressi Impressi

Una collettiva fotografica, ad opera di Associazione Obiettivi, che ha scelto come tema portante il caffè. Location che ospita la mostra, dal 28 Febbraio al 27 Marzo, il Caffè Letterario di Lecce: atmosfera non fu mai tanto adeguata per esaltare un connubio così suggestivo come quello tra una tazza di caffè e la fotografia.

Il caffé, fenomeno di costume senza tempo, simbolo sociale e culturale, incontra l’arte e attraverso la creatività di ogni singolo fotografo, racconta storie ed emozioni di vita quotidiana e non, piacevoli momenti trascorsi in compagnia, frammenti di vita famigliare, vicende ed avvenimenti che prendono forma e si svolgono davanti ad un caffé. Non c’è un luogo ed un momento preciso per gustare la bevanda, bensì ogni istante, posto o situazione si presta per fermare il tempo, assaporarne l’aroma, narrare storie.

Ho fermato gli istanti…

Non sono un’esperta della fotografia, non ho conoscenze tecniche, professionali o che dir si voglia. Dopo questa premessa posso anche permettermi di fare la seguente affermazione, senza rischiare il linciaggio, dacché sarò naturalmente giustificata dalla mia ignoranza in materia.

Per me, non esistono fotografie belle e fotografie brutte. Ci sono foto realizzate con tecnica, altre con meno tecnica ed altre ancora giusto sapendo dove si colloca il pulsante dello scatto. Ma nonostante questo non riesco a dire che una fotografia sia brutta o bella in assoluto, questo perché per me la fotografia è un’immagine, nel suo senso più ampio e profondo del termine.

Per me, ogni volta, scattare una fotografia è una magia che si compie ad ogni clic. Una magia che mi permette di fermare un istante, proprio quello li, unico e irripetibile, fermare una sensazione, un’emozione, un volto, un ricordo. Una magia che si compie e muta nel tempo. Quando si vanno a rivedere le fotografie, alcune cose sono ferme li, alcune sono mutate e le sensazioni e le emozioni cambiano e tutto incredibilmente si muove.

Avete presente il film di Mary Poppins, quando la simpatica tata, i bimbi e spazzacamino grazie alla loro fantasia riescono ad entrare in un dipinto e vivere in quel mondo irreale? Per me le fotografie sono così. Guardo le mie, e ci rivedo la mia vita, guardo quelle di altri e mi piace immaginare la loro vita, le loro sensazioni, le loro emozioni e ne vivo. Osservare una fotografia è un modo per viaggiare, nel tempo, nello spazio, nelle emozioni.

Questa foto l’ho intitolata “Volano alto i miei sogni”: nel momento in cui ho visto quel pallone, di carta leggera ed impalpabile, costruito e colorato dai bambini, che prendeva quota e saliva alto nel cielo che era di un celeste interminabile, ho pensato ai miei sogni, sogni di una bambina adulta e li ho affidati a quel pallone, perché potessero volare alto e poi li ho fermati in un istante, perché potessi ricordarmene sempre.

Spesso la vita non è facile, ma delle volte basta ripartire da un istante.

Dal prossimo istante che riusciremo a fermare.

Valeria Potì

Comunicazione immediata e indelebile!

In questi giorni non manca di vedere su giornali o sul web le immagini più significative dell’anno ormai trascorso. Foto che sintetizzano perfettamente fenomeni climatici, condizioni sociali, svolte politiche, successi sportivi o sconfitte umane come guerre, disagi di comunità, discriminazioni o violenze.

La fotografia è sempre stata, resta e continuerà ad essere il mezzo più efficace e più veloce per imprimere indelebilmente nella mente di chi la vede un messaggio, che viene percepito in modo più o meno toccante a seconda della sensibilità di ognuno, ma che mai , in nessun caso, potrà essere ignorato!

Chi non ricorda la bambina giapponese che corre con il suo esile corpo verso il fotoreporter urlando tutta la sua paura e la sua sofferenza per la bomba atomica sganciata sul suo paese, chi non ricorda lo studente che da solo ha il coraggio di mettersi davanti ad una fila di carri armati in piazza Tien Anmen, chi non ricorda i corpi di bambini africani che hanno avuto la sola sfortuna di nascere in paesi poveri, dove ancora nel 2009 si muore di fame? Chi può dire che non passerà alla storia la foto di Obama vincitore? Il primo presidente americano di colore, un uomo giovane che porta con sé tutta la voglia di un popolo di cambiare, di sperare che un uomo nuovo porti soluzione progressiste nel suo paese e non solo.

La foto che accompagna questo editoriale ritrae un visitatore di una mostra fotografica tenuta a brindisi, “Finestre di pace, finestre di guerra” con le foto di Michel Collet e Pierpaolo Cito, la foto di Cito è stata scattata nella striscia di Gaza e ritrae un ragazzo palestinese che usa la fionda contro i soldati israeliani, nei suoi occhi si vede l’orgoglio e la forza di Davide in lotta contro Golia, il coraggio misto alla disperazione. Sarebbe meraviglioso se personalità politiche che credono nella pace si facessero mediatrici tra popoli che si combattono da troppo tempo!
Sono grata a quegli uomini che vivendo in luoghi dove c’è la guerra, la povertà o altre tristi condizioni, stando dietro l’obiettivo, permettono a tutti di conoscere delle realtà che non devono restare nascoste, quello che auguro a quegli uomini è di farsi presto messaggeri di immagini di pace.

Loredana Cocola de Matteis

La voglia di emozionare

Mentre riflettevo su cosa avrei scritto per catturare la vostra attenzione, per strapparvi un sorriso, per regalarvi una bella sensazione, mi è venuta in mente la mia prima foto. Ricordo oggi come ieri il momento dello scatto, è stato un attimo presa dall’ ardore di catturare il tempo, trepidante di dare voce ad un frammento di vita, tutto molto veloce, quasi senza respiro, la mia prima foto, la mia prima creazione, il mio personale modo di vedere e raccontare il mondo che ci circonda.

Ripensando a quel momento, rivivendo le tante sensazioni provate, i dubbi del principiante alle prime armi quasi come un bambino alle prese con i primi passi della sua vita, ritrovo un punto basilare del nostro fare fotografia, quelle fondamenta solide e necessarie su cui è nata e vuole crescere la nostra associazione, ritrovo l’emozione che l’arte di fotografare suscita e trasmette, la voglia di emozionarci, emozionarvi, noi voi e la fotografia, un connubio che genera semplicemente emozione.
Con il tempo c’è chi vi parlerà di progetti, tecnica fotografica, regole ed organizzazione di eventi, c’è chi vi ha narrato che “l’importante è raccontare”, c’è chi come me vi regala un viaggio di visioni poetiche tra luci dorate, volti e ritratti di vita, angoli e vie di terre vicine e lontane e di bianchi e neri sfocati, c’è chi come me scopre un nuovo tassello, un nuovo (uno dei tanti) OBIETTIVO che la nostra associazione si prefigge di raggiungere, c’è chi come me vi racconta “la voglia di emozionare”.
Perché siamo uomini e donne diversi tra loro, con le nostre vite da vivere giorno per giorno, con i nostri affanni quotidiani, tra speranze per il futuro e dolci/amari ricordi passati, siamo giovani alla ricerca di sogni, avidi di scoprire il mondo , le sue luci ed i suoi colori, dandogli una forma per poi trasformarla in storia, siamo un gruppo di amici che grazie all’arte in generale, a quella fotografica in particolare raccontano storie, talvolta di vita vera, talvolta d’immaginazione e fantasia.
Perché siamo fotografi, principianti e non, siamo scambi di idee ed opinioni, stringiamo tra le mani desideri e paure, scattiamo, creiamo fermando il tempo, trasmettendo agli altri, a voi, attraverso le nostre foto una miriade di sensazioni, perché fotografia è anche emotività, commozione, suggestione, gioia e dolore, spunti di riflessione e necessità di comunicare.

Se fossimo poesia saremmo:

l’ardore dell’attimo rubato
occhi puntati sull’obiettivo
sguardi desiderosi di bellezza
frammenti di storie
ladri di vite
vagoni di progetti
su rotaie di speranze senza fine
tra toni caldi e sfumature di bianco e nero

Ieri “l’importante era raccontare”, oggi c’è “ la voglia di emozionare”, domani sarà la volta di una nuova storia, di un nuovo viaggio tra le tante sfaccettature della nostra associazione.
Scriveva Helmut Newton :”Il desiderio di scoprire, la voglia di emozionare, il gusto di catturare, tre concetti che riassumono l’arte della fotografia”. Siamo solo all’inizio del nostro cammino, nuovi obiettivi ci attendono, ci rincontreremo al prossimo viaggio, al prossimo scatto…

Valentina Morello

Frammenti a sud est: visione letterarie del salento

Dal 18 novembre al 6 dicembre, presso lo spazio sociale zei, corte dei chiaromonti 2, l’associazione fotografica obiettivi presenta “frammenti a sud est: visione letterarie del salento”.
Collettiva fotografica che vuole mettere in vetrina piccoli angoli di questo nostro salento, con i suoi tanti volti, colori, suoni e la cultura di una terra magica nonostante i disagi e le tante imperfezioni, una terra dalle mille sfaccettature  ricca di storia e di poesia. Il nostro omaggio a questo piccolo lembo d’Italia che sprizza gioia e voglia di fare da ogni suo vicolo, strada, monumento, costume ed usanza.
Un viaggio fotografico e mentale attraverso una terra dallaforte inclinazione artistica, la terra del sole, del mare, del vento, la terra della gente semplice e vera, la terra dell’ospitalità dove la tradizione si sposa perfettamente con la voglia di sviluppo ed innovazione. Un percorso fotografico in cui le immagini si fondono con le parole, un’incontro intenso di due arti, due mondi uguali e diversi, la fusione di due anime artistiche che s’incontrano mescolandosi sullo sfondo di una terra meravigliosa chiamata SALENTO.

Informazioni:

presso circolo ARCI Zei
Corte dei Chiaromonte, 2
73018 – Lecce

Orari:
Lunedì dalle 17.30 alle 21.00
Martedì/Sabato dalle 17.30 alle 1.00

Importante è raccontare

Qualche settimana fa, ho chiesto ad alcuni anziani del mio paese di raccogliere le foto più antiche che avessero in casa e che fossero significative della loro storia o dei luoghi a loro più cari. Pochi giorni dopo, ci siamo ritrovati assieme. Le foto erano poche perché subito dopo la guerra, soprattutto nei paesi del Sud, in pochi avevano la macchina fotografica, a volte non c’era nemmeno il fotografo ufficiale con la sua bottega. Qui da noi, per esempio, ogni settimana passava un signore in motoretta e fotografava la piazza, il mercato, la gente per strada oppure chiedeva alle famiglie, bussando alla porta, “signora, facciamo una foto al bambino per ricordo?”. La settimana successiva tornava, consegnava le fotografie a domicilio e si faceva pagare, anche salato, tanto che spesso farsi fotografare era un lusso riservato alle cerimonie importanti.

Oppure si partiva per la città, di tutto punto con gli abiti della festa, con destinazione lo studio fotografico. La famiglia in posa, con dietro lo stesso drappo da anni, a lato la fioriera alta dove chi si trovava lateralmente doveva appoggiare il gomito, per dare movimento allo scatto; la donna della casa era al centro, con in braccio il più piccolo della famiglia, e tutti gli altri intorno.

Quella sera, guardando le foto e ascoltando, io poco più che trentenne, gli anziani raccontansi la vita ridendo e commuovendosi ho pensato alla magia che le nostre generazioni, quelle venute dopo, danno spesso per scontato e che scontato invece non è. E ho scoperto un altro senso della nostra associazione, proprio ora che le iniziative messe in cantiere cominciano a diventare sempre più concrete, si prendono contatti, si avvicinano scadenze, si pensa a nuove idee. Sale l’ansia, è vero, ma anche l’emozione di vedere concretamente l’associazione crescere.

È il senso dello stare assieme e del voler raccontare storie, le tante, infinite storie con l’iniziale minuscola che parlano di luoghi quotidiani, quasi mai eccezionali se non agli occhi (o alle orecchie) di chi di quella piccola storia, in qualche modo, si sente partecipe.

Nelle Mille e una notte, il Re Shahriyar, dopo esser stato tradito da una delle sue mogli, decide di uccidere tutte le sue spose al termine della prima notte di nozze. La bella Shahrazad, andata in sposa al Re, escogita un trucco per salvarsi: ogni sera racconta una storia, rimandando il finale al giorno dopo. Va avanti così per mille e una notte; finché il Re non se ne innamora e le rende salva la vita.

Raccontare, da sempre, rappresenta l’unica possibilità per allontanare la morte, per sospendere il tempo. Le storie che Shahrazad narra, in quelle milleuno notti buie, salvano non solo la sua vita, ma quella di tutto il popolo. Salvano il futuro dell’intero regno. Salvano anche lo stesso re che si pentirà della propria vendetta, annullerà la condanna a morte e saprà di nuovo gioire della vita. Salvano il mondo.

Per questo lei, la principessa, continua a raccontare. E per i suoi stessi motivi, da sempre, l’umanità si tramanda storie, grandi o piccole che siano.

E anche per questo (perché di motivi ne abbiamo tanti altri che vi racconteremo di volta in volta) è nata la nostra associazione: raccontare con la poca o la molta abilità di ciascuno, con il talento di chi è più bravo, con la passione di chi ha le mani di un artigiano o la maestria di un artista, con il nostro personale punto di vista che non è e non sarà mai obiettivo perché qualsiasi punto di vista rappresenta solo e soltano uno dei tanti modi di guardare al mondo, con la voglia, la gioia, l’ironia di stare assieme e divertirsi. Perché se è vero che fotografare è una maniera di vivere è soprattutto vero che “l’importante è la vita non la fotografia. Importante è raccontare. Se si parte dalla fotografia non si arriva in nessun altro posto che alla fotografia” (Ferdinando Scianna).

A presto.

Giancarlo Greco

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