Non sono un’esperta della fotografia, non ho conoscenze tecniche, professionali o che dir si voglia. Dopo questa premessa posso anche permettermi di fare la seguente affermazione, senza rischiare il linciaggio, dacché sarò naturalmente giustificata dalla mia ignoranza in materia.
Per me, non esistono fotografie belle e fotografie brutte. Ci sono foto realizzate con tecnica, altre con meno tecnica ed altre ancora giusto sapendo dove si colloca il pulsante dello scatto. Ma nonostante questo non riesco a dire che una fotografia sia brutta o bella in assoluto, questo perché per me la fotografia è un’immagine, nel suo senso più ampio e profondo del termine.
Per me, ogni volta, scattare una fotografia è una magia che si compie ad ogni clic. Una magia che mi permette di fermare un istante, proprio quello li, unico e irripetibile, fermare una sensazione, un’emozione, un volto, un ricordo. Una magia che si compie e muta nel tempo. Quando si vanno a rivedere le fotografie, alcune cose sono ferme li, alcune sono mutate e le sensazioni e le emozioni cambiano e tutto incredibilmente si muove.
Avete presente il film di Mary Poppins, quando la simpatica tata, i bimbi e spazzacamino grazie alla loro fantasia riescono ad entrare in un dipinto e vivere in quel mondo irreale? Per me le fotografie sono così. Guardo le mie, e ci rivedo la mia vita, guardo quelle di altri e mi piace immaginare la loro vita, le loro sensazioni, le loro emozioni e ne vivo. Osservare una fotografia è un modo per viaggiare, nel tempo, nello spazio, nelle emozioni.
Questa foto l’ho intitolata “Volano alto i miei sogni”: nel momento in cui ho visto quel pallone, di carta leggera ed impalpabile, costruito e colorato dai bambini, che prendeva quota e saliva alto nel cielo che era di un celeste interminabile, ho pensato ai miei sogni, sogni di una bambina adulta e li ho affidati a quel pallone, perché potessero volare alto e poi li ho fermati in un istante, perché potessi ricordarmene sempre.
Spesso la vita non è facile, ma delle volte basta ripartire da un istante.
Dal prossimo istante che riusciremo a fermare.
Valeria Potì